
l'obelisco poggiante sulla fontana di Bernini |
In uno dei luoghi più conosciuti di Roma, piazza Navona, un obelisco si erge sopra la famosa Fontana dei Fiumi di Gian Lorenzo Bernini (cfr. Curiosità Romane
page 3 per i dettagli).
Nonostante appaia molto simile agli altri, i geroglifici che corrono lungo il fusto non sono realmente egiziani: questo obelisco fu realizzato a Roma, probabilmente nel I secolo dC, come copia
di quelli realmente provenienti dall'Egitto, diventati molto di moda. Questo in particolare una volta decorava il Circo di Massenzio, lungo l'antica via Appia, dove si tenevano le corse delle bighe. |

veri geroglifici? no, un'imitazione! |
Nei circhi romani gli obelischi venivano usati come tipiche decorazioni per la lunga predella centrale, detta spina, attorno alla quale si snodava la pista. |
Poiché anticamente anche piazza Navona era il circo di Domiziano, la cui arena nel corso del tempo si è trasformata nell'attuale piazza, l'innalzare un obelisco in questo luogo non fu una scelta casuale, ma bensì ispirata al ricordo dell'antica costruzione, alla quale la guglia avrebbe rappresentato un ideale collegamento.
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Un altro obelisco romano simil-egizio è quello in cima alla famosa scalinata di piazza di Spagna,
di fronte alla chiesa di Trinità dei Monti, collocato su un'alta base. È detto obelisco sallustiano perché proviene dagli Orti Sallustiani (dedicati al tribuno e storico Sallustio, I secolo aC).
Dopo un fallimentare tentativo di innalzarlo presso San Giovanni in Laterano, nel 1730, l'obelisco giacque lì sul terreno per un altro mezzo secolo, prima che papa Pio VI lo trasferisse al sito dov'è ora, aggiungendovi una croce e il giglio di Francia, impresa araldica dedicata a Trinità dei Monti, alle spalle, che è una chiesa francese.
La guglia misura 13.9 metri e ha geroglifici lungo il fusto, che in epoca romana vennero copiati da quelli dell'obelisco che ora si trova a piazza del Popolo (cfr. pag.1); ma lo scalpellino, ignorandone il significato, ne scolpì anche qualcuno capovolto! |

l'obelisco in cima alla scalinata di Trinità dei Monti |

the obelisk on the Pincio Hill |
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Un obelisco assai simile, di epoca romana, si trova nei giardini che ricoprono il Pincio, al centro di un viale che prende il nome dal monumento, e si chiama proprio dell'Obelisco Lo aveva fatto realizzare l'imperatore Adriano nel II secolo in ricordo del suo giovane amante Antinoo, affogato nel Nilo. Una volta caduto, come le altre guglie, fu rinvenuto nel XVI secolo accanto a Porta Maggiore, la più grande delle porte appartenenti alla cinta muraria (vedi le Mura Aureliane, II parte). Attorno alla metà del'600 papa Urbano VIII lo aveva fatto collocate davanti al proprio palazzo di famiglia; ma poiché disturbava il passaggio delle carrozze, nella seconda metà del secolo successivo i suoi discendenti regalarono l'obelisco a Clemente XIV, allora papa, che lo mise nel Cortile della Pigna (oggi appartenente ai Musei Vaticani). finché nel 1822 un terzo papa, Pio VII, decise di trasferire la guglia nel luogo dov'è ora, apponendovi il suo stemma alla base. |
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Sempre romani sono i due
obelischi gemelli che una volta decoravano l'ingresso del grande Mausoleo di Augusto, nel Campo Marzio (cfr.
Rione Campo Marzio); una volta caduti nel corso del Medioevo, le due guglie, spezzate, rimasero in terra per molti secoli.

l'obelisco alle spallle della basilica di Santa Maria Maggiore... |

...e il suo gemello, presso il Quirinale |
Nel tardo '500 papa Sisto V ne utilizzò uno per abbellire la piazza alle spalle della basilica di Santa Maria Maggiore.
Circa 200 anni più tardi papa Pio VI trasferì il secondo obelisco nella piazza presso il Palazzo del Quirinale, dove i papi avevano stabilito la loro residenza. Qui la guglia fu collocata accanto ad una fontana fiancheggiata da due grandi statue romane di Castore e Polluce (i Dioscuri, figli gemelli di Giove) coi loro cavalli, da cui questa località venne popolarmente chiamata
Montecavallo.
Gli obelischi gemelli misurano 14.8 metri di altezza, e sono privi di iscrizioni. Entrambi hanno sulla sommità una croce di bronzo che poggia sulle imprese di Sisto V: una stella e tre monti.