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obelischi
· II parte ·
obelischi - I parte obelischi - III parte
I parte III parte



OBELISCHI EGIZIANI DAL TEMPIO DI ISIDE

Un certo numero di piccoli obelischi, delle dimensioni di circa 4.5 metri di altezza, una volta decoravano l'Iseum o Tempio di Iside, un importante edificio dell'antica Roma dedicato a questa divinità egiziana che sorgeva non lontano dal Campidoglio, del quale nulla è rimasto. Il sito del tempio venne scavato sistematicamente attono al 1880, ma alcuni di questi obelischi tornarono alla luce molto prima di allora. Sono attualmente distribuiti in luoghi molto diversi.


l'obelisco sull'elefante
disegnato da Bernini
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Uno di essi è situato in piazza della Minerva, alle spale del Pantheon, e poggia su una statua di elefante disegnata da Bernini, popolarmente nota come "pulcino della Minerva" (cfr. Curiosità Romane pagina 1). Risale al VI secolo aC. Fu rinvenuto nei primi del '600, interrato in un giardino di proprietà del vicino convento domenicano.

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Quasi accanto alla precedente, un'altra guglia dal Tempio di Iside fronteggia la facciata del Pantheon, poggiando su una fontana tardo-rinascimentale. Questo obelisco, però, è assai più antico di quello anzidetto: i suoi geroglifici menzionano il faraone Ramsete II (XIII secolo aC).

l'obelisco una volta presso S.Macuto
e ora di fronte al Pantheon
Rinvenuto attorno al 1300 presso San Macuto, non lontano dal Pantheon, vi rimase fino al 1711, soprannominato dal popolo "la guglia di mammautte", una corruzione del titolo della chiesa; per lo stesso motivo l'obelisco è ancora oggi denominato a volte il Macuteo. Venne quindi trasferito alla sua posizione attuale, sulla fontana che da oltre un secolo decorava la piazza.




l'obelisco presso le
Terme di Diocleziano

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Una terza guglia, coronata da una stella, si trova sull'antico sito delle Terme di Diocleziano, davanti al Museo Nazionale Romano. Poggia su un piccolo monumento a ricordo dei soldati italiani caduti nella battaglia di Dogali (Etiopia, 1887). Anche questo obelisco menziona Ramsete II, confermando la sua considerevole età, 33 secoli.
La sua prima collocazione fu l'ampia piazza davanti alla stazione centrale ferroviaria Termini, dove venne posta verso la fine del XIX secolo, dopo il rinvenimento presso il sito originale del tempio.
Nel 1925, a causa delle ristrutturazioni, tanto la guglia che il monumento vennero spostati a circa 200 metri dalla piazza, in questo punto più anonimo.

la guglia davanti alla vecchia Stazione Termini
(da una pubblicazione del 1902)
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La guglia gemella di quella anzidetta una volta si trovava nei giardini di Villa Medici, la sede dell'Accademia Francese di Roma in cima al colle Pincio. La splendida villa prese le forme attuali sotto il cardinal Ferdinando de' Medici (tardo XVI secolo), il quale era un appasionato d'arte antica, e la cui collezione comprendeva diversi reperti archeologici, tra i quali l'obelisco. Dopo la sua morte, gli eredi lasciarono che la villa cadesse in uno stato di incuria, tanto che finì per essere acquistata dal governo francese. I pezzi antichi della collezione furono trasferiti, e fra questi l'obelisco, che nel 1790 venne portato a Firenze, dov'è tutt'ora. Nel XIX secolo venne realizzata una copia della guglia in sostituzione dell'originale.

la copia dell'obelisco nei
giardini di Villa Medici



OBELISCHI ROMANI

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l'obelisco poggiante
sulla fontana di Bernini
In uno dei luoghi più conosciuti di Roma, piazza Navona, un obelisco si erge sopra la famosa Fontana dei Fiumi di Gian Lorenzo Bernini (cfr. Curiosità Romane page 3 per i dettagli).
Nonostante appaia molto simile agli altri, i geroglifici che corrono lungo il fusto non sono realmente egiziani: questo obelisco fu realizzato a Roma, probabilmente nel I secolo dC, come copia di quelli realmente provenienti dall'Egitto, diventati molto di moda. Questo in particolare una volta decorava il Circo di Massenzio, lungo l'antica via Appia, dove si tenevano le corse delle bighe.

veri geroglifici? no, un'imitazione!

Nei circhi romani gli obelischi venivano usati come tipiche decorazioni per la lunga predella centrale, detta spina, attorno alla quale si snodava la pista.
Poiché anticamente anche piazza Navona era il circo di Domiziano, la cui arena nel corso del tempo si è trasformata nell'attuale piazza, l'innalzare un obelisco in questo luogo non fu una scelta casuale, ma bensì ispirata al ricordo dell'antica costruzione, alla quale la guglia avrebbe rappresentato un ideale collegamento.



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Un altro obelisco romano simil-egizio è quello in cima alla famosa scalinata di piazza di Spagna, di fronte alla chiesa di Trinità dei Monti, collocato su un'alta base. È detto obelisco sallustiano perché proviene dagli Orti Sallustiani (dedicati al tribuno e storico Sallustio, I secolo aC).
Dopo un fallimentare tentativo di innalzarlo presso San Giovanni in Laterano, nel 1730, l'obelisco giacque lì sul terreno per un altro mezzo secolo, prima che papa Pio VI lo trasferisse al sito dov'è ora, aggiungendovi una croce e il giglio di Francia, impresa araldica dedicata a Trinità dei Monti, alle spalle, che è una chiesa francese.
La guglia misura 13.9 metri e ha geroglifici lungo il fusto, che in epoca romana vennero copiati da quelli dell'obelisco che ora si trova a piazza del Popolo (cfr. pag.1); ma lo scalpellino, ignorandone il significato, ne scolpì anche qualcuno capovolto!

l'obelisco in cima alla scalinata di Trinità dei Monti




the obelisk on the Pincio Hill
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Un obelisco assai simile, di epoca romana, si trova nei giardini che ricoprono il Pincio, al centro di un viale che prende il nome dal monumento, e si chiama proprio dell'Obelisco Lo aveva fatto realizzare l'imperatore Adriano nel II secolo in ricordo del suo giovane amante Antinoo, affogato nel Nilo. Una volta caduto, come le altre guglie, fu rinvenuto nel XVI secolo accanto a Porta Maggiore, la più grande delle porte appartenenti alla cinta muraria (vedi le Mura Aureliane, II parte). Attorno alla metà del'600 papa Urbano VIII lo aveva fatto collocate davanti al proprio palazzo di famiglia; ma poiché disturbava il passaggio delle carrozze, nella seconda metà del secolo successivo i suoi discendenti regalarono l'obelisco a Clemente XIV, allora papa, che lo mise nel Cortile della Pigna (oggi appartenente ai Musei Vaticani). finché nel 1822 un terzo papa, Pio VII, decise di trasferire la guglia nel luogo dov'è ora, apponendovi il suo stemma alla base.




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Sempre romani sono i due obelischi gemelli che una volta decoravano l'ingresso del grande Mausoleo di Augusto, nel Campo Marzio (cfr. Rione Campo Marzio); una volta caduti nel corso del Medioevo, le due guglie, spezzate, rimasero in terra per molti secoli.


l'obelisco alle spallle della
basilica di Santa Maria Maggiore...

...e il suo gemello, presso il Quirinale
Nel tardo '500 papa Sisto V ne utilizzò uno per abbellire la piazza alle spalle della basilica di Santa Maria Maggiore.
Circa 200 anni più tardi papa Pio VI trasferì il secondo obelisco nella piazza presso il Palazzo del Quirinale, dove i papi avevano stabilito la loro residenza. Qui la guglia fu collocata accanto ad una fontana fiancheggiata da due grandi statue romane di Castore e Polluce (i Dioscuri, figli gemelli di Giove) coi loro cavalli, da cui questa località venne popolarmente chiamata Montecavallo.
Gli obelischi gemelli misurano 14.8 metri di altezza, e sono privi di iscrizioni. Entrambi hanno sulla sommità una croce di bronzo che poggia sulle imprese di Sisto V: una stella e tre monti.



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